Situata in una posizione strategica ai piedi della collina torinese, Chieri è stata storicamente scelta dalle famiglie facoltose del capoluogo come luogo di villeggiatura per il suo clima fresco, ventilato e decisamente meno umido rispetto alla pianura. Oltre a essere un’oasi climatica, la città vanta una solida e rinomata tradizione manifatturiera che affonda le sue radici nel XV secolo, epoca in cui Chieri si impose come uno dei maggiori centri dell’industria tessile europea.

L’evoluzione di questa secolare attività artigianale ed economica è fedelmente documentata all’interno del Museo del Tessile, i cui percorsi guidati sono curati dalla Fondazione Chierese per il Tessile.

Il segreto del gualdo: Chieri era celebre nel Medioevo per la produzione di tessuti caratterizzati da una profonda e resistente colorazione azzurra. Questo indaco veniva estratto dalla macerazione delle foglie del primo anno di vita dell’Isatis tinctoria, comunemente nota come Gualdo. Il pigmento, utilizzato in antichità dai Britanni per dipingersi il volto prima delle battaglie, divenne nei secoli successivi la base cromatica utilizzata per la tintura dei primi storici tessuti jeans.

Il patrimonio chierese si esprime con forza anche attraverso le sue eccellenze culinarie ed enologiche, tutelate da secoli di tradizione contadina:
I Rubatà
I celebri grissini della tradizione locale, caratterizzati da una forma nodosa, fragrante e rustica. Il loro nome deriva dalla tecnica manuale del “ruzzolamento”: l’impasto viene stirato a mano dalle estremità e fatto cadere con i pollici a palme unite, imprimendo una decisa rotazione sul tavolaccio di lavorazione per compattarne la struttura interna.

La focaccia di Chieri e il Freisa
Il dolce tipico della città è una torta lievitata bassa, dalla consistenza elastica e morbida, realizzata con ingredienti semplici. Per consuetudine, la focaccia si accompagna alla Freisa, il vino rosso rubino autoctono del territorio collinare. Coltivato attivamente da almeno 500 anni, il vitigno della Freisa regala un vino dai sentori di violetta e lampone, sia in versione secca che amabile, tutelato dal marchio D.O.C. dal 1973.

Data: 15 Giugno 2026 – Categoria: Chieri
Credits Photo
Immagine della Tessitura Tabasso e del Museo del Tessile con l’aiuto della IA MEMORE (Gemini Pro).
Di Kurt Stüber [1] – caliban.mpiz-koeln.mpg.de/mavica/index.html part of www.biolib.de, CC BY-SA 3.0, Collegamento.
Di Frédéric Neupont au Muséum du Pastel de Toulouse-Labège – Opera propria avec l’aimable collaboration du Muséum du Pastel de Toulouse-Labège, CC BY-SA 4.0, Collegamento.
Di H. Zell – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento.
