La magica Grotta Gino: un labirinto scolpito nel tufo

Nelle viscere della collina di Moncalieri si nasconde un’opera sotterranea surreale e affascinante. Adiacente all’antico ospedale di Santa Croce – struttura di origine templare affacciata su Piazza Amedeo Ferdinando – sorge la Grotta di Lorenzo Gino, una fitta rete di cunicoli scavati interamente nel tufo. L’intera opera è il frutto del lavoro titanico di un sol uomo: nel 1855, l’eccentrico falegname Lorenzo Gino iniziò a forare la collina sfruttando cavità già esistenti e utilizzando esclusivamente attrezzi manuali come piccone, martello e scalpello, illuminando il buio con una sola lampada a olio. I lavori si conclusero dopo ben trent’anni, nel 1885, intercettando probabilmente vecchi camminamenti sotterranei storicamente collegati al Castello Reale.

Dall’emergenza al vino
L’idea originaria era puramente idraulica: Gino voleva incanalare l’acqua piovana che colava dalla collina danneggiando la sua abitazione. Con il tempo, l’ambiente si rivelò perfetto per la conservazione del vino grazie a una temperatura costante. Lungo le pareti vennero ricavate 300 nicchie per ospitare centinaia di bottiglie da invecchiamento. Durante le due grandi guerre mondiali, la grotta funse da rifugio antiaereo e gran parte del patrimonio vinicolo andò perduto o consumato dagli sfollati.

Il percorso turistico
Oggi la grotta è parzialmente aperta al pubblico. La prima parte si estende per circa 50 metri e si attraversa a bordo di una barca lungo un canale di acqua sorgiva ; la seconda parte si snoda a piedi per circa 200 metri lungo cunicoli che salgono a spirale.

La sala da ballo sotterranea
Il percorso culmina in un corridoio che immette in una grande stanza a cupola, ricavata da un frammento del castello e da un’ex ghiacciaia comunale. Negli anni ’20 e ’30 questo spazio fu donato al ristorante adiacente e trasformato in sala da ballo, da cui si accede alla terrazza superiore tramite una scalinata.

Al suo interno, la grotta ospita giochi d’acqua, zampilli e busti in gesso di personaggi storici e letterari come Dante, Garibaldi e Gianduja, oltre a composizioni statuarie dedicate a re e sovrani. L’annesso ristorante – uno dei più antichi della zona, fondato dai fratelli di Lorenzo Gino per sfruttare la grotta come attrazione – propone i piatti della tradizione piemontese. Un tempo, nel laghetto sotterraneo venivano persino immersi pesci freschi che i clienti potevano scegliere e far cucinare al momento. Per visitare questo ipogeo è necessario prenotare presso il locale di Piazza Amedeo Ferdinando 2.

Attualmente (al momento della pubblicazione dell’articolo), purtroppo, è chiuso e perciò la grotta non è visitabile.

Data: 13 Giugno 2026 – Categoria: Moncalieri

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